Rivelazione shock sui DOCUMENTI D’IDENTITÀ: scopri la frode nascosta che nessuno ti ha mai spiegato. Dietro la tua carta, patente o passaporto si cela un sistema che trasforma il tuo nome in un codice commerciale, usato come garanzia economica senza che tu lo sappia. Un’inchiesta sconvolgente che svela come l’identità reale di ogni individuo venga manipolata a tua insaputa.

RIVELAZIONE SHOCK SUI DOCUMENTI D’IDENTITÀ

Questo articolo nasce per spiegare in modo semplice e diretto — senza paroloni, senza tecnicismi, senza scuse — una verità scomoda che riguarda tutti: la frode nascosta dietro i cosiddetti “DOCUMENTI D’IDENTITÀ”.

Non serve essere avvocati o esperti di diritto per capirlo. Occorre solo il buon senso di chi vuole sapere cosa succede davvero quando usiamo e/o richiediamo la CARTA D’IDENTITÀ, la PATENTE o il PASSAPORTO.

Quello che leggerai non è una teoria: è una denuncia chiara e motivata basata su fatti, documenti ufficiali, Codice Civile e Codice Penale. Il linguaggio è volutamente semplice, perché la verità deve essere accessibile a tutti, anche a chi non ha comprensione de linguaggio legalese.

Scoprirai passo dopo passo come e perché il tuo nome viene trasformato in un codice commerciale transato sui mercati internazionali, cosa significa “FINZIONE GIURIDICA”, e perché tutto ciò rende nulli gli atti e i documenti basati su quella finzione.

Questo Post non punta a spaventare, ma a far aprire gli occhi. Perché quando comprendi il meccanismo, smetti di essere ingannato e torni padrone della tua identità reale, del tuo valore originale.

Cos’è questo post e cosa afferma

È un riassunto semplice della DENUNCIA‑QUERELA FORMALE: i cosiddetti “DOCUMENTI D’IDENTITÀ” (CARTA D’IDENTITÀ, PASSAPORTO, PATENTE) sono viziati alla radice, nella sostanza, e come vedrete dagli allegati, sono stati denunciati e sottoposti ad indagini.

Perché? Perché sostituiscono l’identità reale di homo vivo con una FINZIONE GIURIDICA (il NOME LEGALE in MAIUSCOLO) senza un vero accordo, senza consenso informato, senza spiegare le conseguenze e violando l’Art. 6 del codice Civile.

Tutto questo avviene in occulto dentro strutture della CORPORAZIONE COMMERCIALE PRIVATA ITALY REPUBLIC OF alias REPUBBLICA ITALIANA e di organismi sovranazionali.

Parole chiave tradotte per una facile comprensione

homo vivo: entità reale, nato vivo, quindi non è un fatto mai accaduto (FINZIONE GIURIDICA, PERSONA FISICA, etc..)

individuo: tu, io, chiunque in carne ossa e sangue (il termine “PERSONA”  è della FINZIONE GIURIDICA, che ricordiamo essere un fatto mai accaduto normalmente accettato).

FINZIONE GIURIDICA: il NOME LEGALE (COGNOME NOME in MAIUSCOLO) usato al posto dell’identità reale sia nei documenti che nelle procedure del GOVERNO ITALIANO comunemente conosciuto come CORPORAZIONE COMMERCIALE PRIVATA ITALY REPUBLIC OF alias REPUBBLICA ITALIANA.

Consenso informato: dire “sì” solo dopo che ti hanno spiegato TUTTO in modo chiaro e esaustivo senza nascondere o omettere nulla (Buona Fede).

Dove sta il problema nei documenti

I DOCUMENTI D’IDENTITÀ non sono atti pubblici, sono contratti unilaterali creati in occulto con il quale vincolano il soggetto come garante del Titolo Negoziabile transato sui mercati internazionali.

Nessuno ti spiega, in modo chiaro, esaustivo, semplice e completo, che usando quel documento accetti la FINZIONE GIURIDICA, ricordo che la FINZIONE GIURIDICA è una finzione, non esiste.

Sui DOCUMENTI D’IDENTITÀ il NOME è scritto sempre e comunque in modo alterato (tutto MAIUSCOLO) e viola l’art. 6 c.c. (nome = prenome + cognome corretti).

I tuoi dati vengono messi in banche dati e usati senza una tua scelta consapevole e controllata.

Art. 6 c.c.. (Diritto al nome)
Ogni persona ha diritto al nome che le e’ per legge attribuito. Nel nome si comprendono il prenome e il cognome. Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità’ dalla legge indicati.

N.B.
il carattere minuscolo è ben definito nell’articolo 6 del codice civile, il legislatore è stato ben attento a scriverlo tutto minuscolo.

CARTA DI IDENTITÀ VIZIATA NELLA SOSTANZA

CARTA DI IDENTITÀ VIZIATA NELLA SOSTANZA

CARTA DI IDENTITÀ CORRETTA E IN FORZA DI LEGGE

CARTA DI IDENTITÀ CORRETTA E IN FORZA DI LEGGE

A tel proposito, per i più scettici, vi propongo una sentenza al quanto interessante sull’uso dei caratteri del nome cognome:
-> Sentenza cognome nome TRIBUNALE DI MILANO <–

Esempi pratici (terra-terra)

Esempio 1: ti chiedono la CARTA D’IDENTITÀ per qualsiasi cosa. Tu pensi sia solo “riconoscimento”, In realtà, accetti di usare il NOME LEGALE della FINZIONE GIURIDICA, commetti FRODE e chi ti chiede il documento fa induzione alla frode, Art. 48 – Codice penale – Errore determinato dall’altrui inganno.

Esempio 2: il nome e cognome sul documento è tutto MAIUSCOLO. Sembra un dettaglio, ma è il segnale che stanno usando l’ENTITÀ FITTIZIA per privare homo del proprio valore e cartolarizzarlo tramite i mercati internazionali di scambio TITOLI NEGOZIABILI; la cartolarizzazione del capitale umano.

Esempio 3: Ti hanno mai spiegato che cosa comporta davvero avere un DOCUMENTO D’IDENTITÀ?
Nessuno ti ha mai detto che, al momento della sua creazione, viene generato un titolo negoziabile — conosciuto come Birth Certificate Bond, Human Capital Asset-Backed Security (ABS), Sovereign Collateral Trust Instrument o Bond under Collateralcon un valore stimato di milioni di euro, registrato a tuo nome ma controllato da altri.

Ti hanno mai informato che il garante reale di quei titoli sei tu, homo vivo, e che la loro esistenza si basa sulla tua identità trasformata in FINZIONE GIURIDICA?

Ti hanno mai detto che, attraverso questa finzione, vieni trasferito sotto la giurisdizione della CORPORAZIONE COMMERCIALE PRIVATA ITALY REPUBLIC OF, alias REPUBBLICA ITALIANA, cioè il GOVERNO ITALIANO come entità societaria?

No, non te l’hanno detto.
E se non ti è stato spiegato in modo chiaro, completo e comprensibile, allora non esiste consenso informato: ciò significa che ogni atto fondato su quella omissione è nullo nella sostanza e nel diritto.

Esempio 4: se rifiuti il documento, spesso ti dicono che “non puoi fare nulla”. Questo ricatto, conferma che il sistema impone la FINZIONE. Tutto è sotto costrizione, senza quel documento non puoi volare, non puoi viaggiare, non puoi lavorare etc..; il sistema è schiavistico

Perché dico che i DOCUMENTI D’IDENTITÀ sono tutti nulli

Se manca il consenso informato e il contratto vero, gli atti sono viziati dalla nascita (nulli ab origine). Se alterano il nome e sostituiscono l’identità vera con la FINZIONE GIURIDICA, crolla l’identificazione reale. Se l’intero impianto si regge su regole non spiegate e su forzature, siamo davanti a frode sistemica.

L’UFFICIALE DI STATO ALL’ANAGRAFE, consapevole del suo ruolo e del fatto che viola in modo recidivo e sistemico l’Art. 6 del codice civile, crea un documento falso per attivare quello che conosciamo comunemente come “Cartolarizzazione del Capitale Umano”, in cui il GOVERNO ITALIANO trae profitto sistemico all’insaputa di ognuno di noi, del popolo.

COSA DENUNCIAMO ALLE AUTORITÀ (SPIEGATO IN MODO CHIARO E SEMPLICE)

Denunciamo una cosa molto precisa e concreta: tutti i DOCUMENTI D’IDENTITÀ, cioè CARTE D’IDENTITÀ, PASSAPORTI, PATENTI etc.., sono creati in frode, falsi, non rappresentano l’identità reale dell’homo vivo, ma una FINZIONE GIURIDICA, ossia un nome cognome scritto tutto in MAIUSCOLO, in violazione dell’articolo 6 del Codice Civile, che stabilisce che il nome di ogni individuo è composto da prenome e cognome correttamente scritti e in minuscolo.

Questa alterazione non è un dettaglio: è il meccanismo attraverso cui il sistema crea valore economico alle spalle dell’individuo e del popolo, utilizzando la cartolarizzazione del nome e dell’identità in modo occulto, senza consenso informato né trasparenza.

Denunciamo alle autorità, in modo formale e diretto, di:

  1. FERMARE SUBITO l’uso di questi documenti falsati, perché sono strumenti che ingannano l’individuo e il popolo, sostituiscono la loro identità reale con una inventata, inesistente, e vengono usati per operazioni economiche e giuridiche di cui nessuno è stato informato o ha dato consenso.
  2. ACCERTARE LE RESPONSABILITÀ PERSONALI, penali, civili e amministrative di chiunque, nelle istituzioni o fuori, abbia contribuito a mantenere, coprire o far finta di non vedere questa frode. Non ci sono più scuse: chi sa e tace, partecipa.
  3. APRIRE INDAGINI VERE E SERIE, non simulate o archiviate per convenienza, che vadano al cuore della questione, individuando chi ha ideato, mantenuto e tratto profitto da questo sistema e con quale diritto, considerando che la DENUNCIA-QUERELA qui pubblicata e allegata è già procedibile d’ufficio, senza necessità di intervento di un giudice o di un tribunale, poiché l’UFFICIALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA ha piena facoltà e obbligo di agire immediatamente, Art. 55 c.p.p. – Funzioni della Polizia Giudiziaria.
  4. RISPONDERE NEL MERITO, senza nascondersi dietro formalismi o silenzi. Il silenzio, in diritto, vale come accettazione dei fatti. Quindi ogni mancata risposta, ogni rinvio o archivio non motivato, sarà considerato ammissione implicita di colpevolezza.

In parole ancora più semplici: vogliamo solo verità, giustizia e responsabilità personale. Niente più scuse, niente più burocrazia che serve a coprire la frode. Ogni autorità che riceve la denuncia deve guardare, capire e agire.

Perché chi resta in silenzio davanti alla verità, diventa complice.

COSA RISCHIA CHI FA FINTA DI NULLA

Il silenzio non ti salva, anzi: vale come ammissione implicita di colpevolezza. Chi riceve una denuncia o un atto formale e non risponde, oppure finge di non capire o rimanda, commette un’omissione che la legge considera reato PENALE a tutti gli effetti.

Chi rischia concretamente?
Tutti coloro che, per ruolo o funzione, sono obbligati ad agire davanti a una denuncia o a una segnalazione di reato, e invece tacciono, ignorano o insabbiano. In particolare:

  • PUBBLICI UFFICIALI (PU): sindaci, prefetti, questori, dirigenti di uffici anagrafe, funzionari comunali, ufficiali di stato civile, magistrati, notai, ufficiali giudiziari e chiunque eserciti un pubblico potere.
  • PUBBLICI MINISTERI e GIUDICI: che ricevono atti o denunce e li archiviano senza motivazione, o rifiutano di procedere, violando Art. 361 codice penale: Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale  e Art. 328 codice penale: Rifiuto di atti di ufficio. Omissione.
  • POLIZIA, CARABINIERI, GUARDIA DI FINANZA, MARINA, ESERCITO e ogni FORZA ARMATA o di POLIZIA GIUDIZIARIA (PG): che riceve una denuncia o prova di reato e non la trasmette, non la protocolla o la altera in alcun modo.
  • FUNZIONARI e INCARICATI DI PUBBLICO SERVIZIO: impiegati pubblici, operatori sanitari, insegnanti, segretari comunali, dipendenti di enti statali o locali, che hanno un dovere d’azione o di segnalazione.

In tutti questi casi, l’omissione, il silenzio o la noncuranza costituiscono violazione diretta degli articoli:

Chi continua a ignorare o coprire la FRODE DEL NOME LEGALE (FINZIONE GIURIDICA) e la frode dei DOCUMENTI D’IDENTITÀ diventa parte attiva del reato e risponde personalmente, non potendo più nascondersi dietro la struttura dello Stato o della gerarchia.

In parole semplici:
chi sa e non agisce, tradisce il popolo, il proprio mandato, viola la legge e si auto-condanna.

Di seguito una testimonianza SHOCK dove più testimoni denunciano le gravissime azioni commesse dai PUBBLICI UFFICIALI E UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA in servizio presso la:

CHE COSA PUÒ FARE SUBITO UN INDIVIDUO 

Ricorda: tu sei homo vivo, non la FINZIONE GIURIDICA. Quando ti chiedono il documento, sai cosa stai accettando: quel nome cognome in MAIUSCOLO non sei tu, è una rappresentazione artificiale, fraudolenta e prima di tutto, viola l’articolo 6 del codice civile, quindi viziato nella sostanza.

Quando incontri i PUBBLICI UFFICIALI e UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA chiedi con calma e fermezza:

“In base a quale legge mi identificate come FINZIONE GIURIDICA e non come homo vivo?”

Pretendi risposte scritte e motivate.
Se non sanno spiegare, non c’è consenso informato e l’atto è viziato nella sostanza.

Segna data, luogo, nome e parole di chi agisce. Ogni silenzio, omissione o imposizione è prova documentale.

I PUBBLICI UFFICIALI (PU) e AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA (PG) non possono violare la legge:

Se ti obbligano a usare documenti falsati, commettono

Perciò:

  • Dichiara chi sei: “Io sono homo vivo.”
  • Richiedi trasparenza scritta.
  • Rifiuta atti fondati sulla FINZIONE GIURIDICA  e la frode.
  • Conserva ogni prova.

Chi viola la legge risponde personalmente, senza immunità né scuse.

Messaggio finale (chiaro e diretto)

Chiudo questo articolo ricordando che ogni contratto stipulato con documenti viziati di sostanza, quindi nulli ab origine, annullano i contratti stessi, qualsiasi essi siano:

  • Mutui
  • Prestiti
  • Acquisto casa
  • Auto, etc…

Scarica il documento per depositare la tua DENUNCIA QUERELA SCRITTA sulla falsità dei DOCUMENTI D’IDENTITÀ:
–> DOWNLOAD <–


Dì la tua. Fai la differenza.

Adesso conosci la verità sui DOCUMENTI D’IDENTITÀ
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